La Villa di Arianna

Individuata nel corso degli scavi Borbonici e scavata quasi interamente negli anni compresi tra il 1757 e il 1762 fu subito reinterrata, per poi essere riscoperta nel 1950 dal prof. Libero d'Orsi, il vero artefice della moderna archeologia stabiana.
Oggi Villa Arianna un enorme complesso portato alla luce solo parzialmente, posta sul ciglio della collina di Varano, di cui segue l'andamento.
Essa prende il nome dal quadro mitologico principale del grandioso Triclinium estivo, che rappresenta il mito di Arianna abbandonata da Teseo sull'isola di Nasso nel momento in cui alla fanciulla, che sta dormendo tra le braccia di Hypnos, il dio del sonno, appare Dioniso alato e coronato di edera, mentre Eros illumina la scena con la fiaccola dell'Amore.
Da notare, poi, l'atrio di tipo tuscanico con l'Impluvium, privato del rivestimento marmoreo; il pavimento presenta un mosaico bianco-nero, le pareti, in tardo III stile, hanno singolari architetture bordate di maschere, figure femminili e palmette su fondo rosso e nero.
I due cubicola con i quali inizia la parte oggi in luce della villa, hanno mantenuto intatta l'antica decorazione parietale: affreschi del II Stile iniziale a finta incrostazione marmorea con colonne ioniche su alto podio che reggevano il soffitto a cassettoni.
Particolare attenzione merita la stanza n. 9 decorata con un rivestimento a "piastrelle" dipinte. Questo schema impostato sopra lo zoccolo rosso con figure femminili ammantate e amorini cavalcanti, grifi ed ippocampi; esso si svolge su quattro fasce oblique che si ripetono alternando all'interno di ogni piastrella, nella prima fascia, figure femminili ed uccelli (una volta con ali chiuse e l'altra con ali aperte), nella seconda un fiore e un medaglione, nella terza amorini alternati ad uccelli simili a quelli precedenti, nella quarta rosette e medaglioni.
Molte altre stanze sono presenti in questa villa, tutte decorate con gusto miniaturistico, e costruite con ampie finestre che si affacciano sia dalla parte del mare sia dalla parte dei monti.
La zona antistante gli ambienti descritti, costituita da un peristilio, attualmente interrata.
Gli studiosi, attraverso studi laboriosi e approfonditi, hanno stabilito che la collina degradava dolcemente verso il mare con terrazze sistemate su vari livelli.
L'interno di questa dimora patrizia fornito di un quartiere termale che, anche se di modeste dimensioni, se lo si confronta con quello di Villa S. Marco, dispone ugualmente di calidarium, tepidarium e frigidarium.


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